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Gaza prende fiato, torna a raccogliere le olive - Il reportage

Gaza prende fiato, torna a raccogliere le olive - Il reportage

C'è il carburante nei frantoi, tutti in coda per gas e benzina

27 novembre 2023, 19:39

Sami al Ajrami

ANSACheck

GAZA, FOTO DI ARCHIVIO - RIPRODUZIONE RISERVATA

GAZA, FOTO DI ARCHIVIO - RIPRODUZIONE RISERVATA
GAZA, FOTO DI ARCHIVIO - RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli sfollati del sud di Gaza hanno tirato un sospiro di sollievo alla notizia del prolungamento di due giorni della tregua. Se fino a poche ore questa era la principale preoccupazione e si studiava come affrontare la ripresa dei combattimenti, ora tutto sembra passato anche se la situazione resta drammatica. E forse si può pensare alla stagione delle olive che finora aveva avuto una pausa. La gente nel sud dell'enclave palestinese ha molte terre con gli ulivi e durante la guerra non poteva fare la raccolta. In questi giorni, la tregua ha invece permesso di tornare sotto gli ulivi e di portare il raccolto ai frantoi dove finalmente è tornato il carburante per garantire la ripresa della produzione.

Nei giorni di pausa dei combattimenti, la benzina e il gas da cucina sono entrati nella Striscia ed ora lunghe file di persone sono in coda davanti alle stazioni di servizio mentre tante auto attendono pazientemente di fare rifornimento. Così numerose da aver intasato il lato destro di Salah Adin street, la principale arteria che attraversa da nord a sud la Striscia. Ma l'attesa non è prevedibile: si può restare in coda un giorno intero per ottenere 12 chilogrammi di gas da cucina, sufficienti per una famiglia di 5 persone per un mese. Yasmine Bassam, una casalinga che vive a Deir al Balah, nel centro di Gaza, in una casa che ospita 70 sfollati dal nord della Striscia ha detto al cronista che attendeva con ansia la tregua e il gas da cucina. Poi ha mostrato la sua mano con le molte cicatrici di bruciature che ha subito per accedere il fuoco tutti i giorni e dare da mangiare a 70 bocche affamate. Il sogno di Yasmine - che ha 4 figlie e un figlio - è quello di avere una bombola di gas domestico che la faccia smettere di stare davanti al fuoco più di 6 ore al giorno.

Mentre le donne sono impegnate in questo, gli uomini sono in giro alla ricerca di carburante e gas da cucina. In tanti si mettono in coda per ottenere il prezioso combustibile per la famiglia: Ahmad Abu Eriban di Kan Yunis ha raccontato di essere in fila dalle 4 del mattino, il suo numero è il 700 e teme di rimanere in coda fino a domani mattina. Nella Striscia oggi ha piovuto a dirotto, ma nessuno se ne è andato per paura di perdere il turno e mancare l'occasione. Una possibilità - hanno detto alcuni - che neanche viene presa in considerazione. Le quantità di gas domestico e di combustibile entrata nella Striscia dall'inizio della tregua non potranno però mai soddisfare i bisogni di 2 milioni di persone che vivono nella Striscia.

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