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Torna a Palazzo Davanzati lo stucco con Madonna con bambino

Torna a Palazzo Davanzati lo stucco con Madonna con bambino

Venduta all'asta nel 1916 da antiquario Elia Volpi, ora donata

FIRENZE, 18 dicembre 2023, 14:36

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Torna definitivamente nella collezione permanente del Museo di Palazzo Davanzati, dopo aver trascorso oltre un secolo in collezioni private, la quattrocentesca Madonna con bambino in stucco policromo, realizzato a partire da un'opera di Donatello.
    Il rilievo, donato al museo da Christian Levett, è appartenuto a Elia Volpi, l'antiquario e restauratore cui si deve, ai primi del Novecento, il recupero del palazzo fiorentino, da lui acquistato, restaurato e allestito per farne il luogo preposto all'esposizione delle sue opere. Tra l'acquisizione da parte di Volpi e le sua apertura al pubblico nel 1956, ricorda il museo, la collezione esposta nell'edificio venne più volte messa all'asta dall'antiquario e in seguito ricomposta con nuove opere. La vendita più celebre fu tenuta a New York nel 1916 a cura dell'American Art Association e corredata da un catalogo illustrato nel quale figura l'opera che oggi torna così nella sua 'casa'. Storicamente il rilievo era allestito nella sala da giorno, al secondo piano di Palazzo Davanzati, dove oggi, a distanza di quasi un secolo, è stata ricollocata. Lo stucco policromo deriva dall'archetipo donatelliano in marmo conservato presso gli Staatlische Museen di Berlino.
    "La comunità anglo-americana di stanza a Firenze ha sempre avuto un rapporto particolare con Palazzo Davanzati, fin dalla seconda metà dell'Ottocento - ha detto la direttrice dei Musei del Bargello Paola D'Agostino -. Il Davanzati-style diventò anche molto ricercato da antiquari, collezionisti e arredatori ad inizio del secolo scorso. Per questo sono particolarmente grata a Christian Levett che ha deciso di donare al museo un'opera così intimamente legata ad Elia Volpi, alle vicende del singolare museo dell'antica casa fiorentina e alla fortuna donatelliana dal Quattrocento al Novecento".
   

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