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Nicoletta Manni étoile alla Scala, 'è una nuova partenza'

Nicoletta Manni étoile alla Scala, 'è una nuova partenza'

Alle ragazze "dico di credere nei sogni e inseguirli"

MILANO, 09 novembre 2023, 19:09

di Bianca Maria Manfredi

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Credete nei sogni e inseguiteli": Nicoletta Manni lo raccomanda alle ragazze che iniziano a ballare. Un consiglio da seguire, visto che lei ha inseguito per una vita un sogno che ieri ha realizzato: è diventata étoile del teatro alla Scala con una nomina "a sorpresa" che non si aspettava. È stata una sorpresa perché è dagli anni '80 che la Scala non concede questo titolo (l'ultima ad averlo fu Oriella Dorella) ed è una sorpresa per il modo in cui il sovrintendente Dominique Meyer ha dato l'annuncio, Alla fine della rappresentazione di Onegin, dove Nicoletta ballava accanto a Roberto Bolle, il sovrintendente è salito sul palcoscenico insieme al direttore del corpo di ballo Manuel Legris e ha interrotto gli applausi spiegando che "quando una ballerina brilla così in mezzo alle stelle da anni, si possono cambiare le regole. E dunque su proposta di Manuel Legris ho il piacere di dire che Nicoletta ha il titolo di étoile". La nomina sul palcoscenico è una usanza in teatri come il Bolshoi e l'Opéra di Parigi, ma alla Scala non era mai stato fatto. "È stato tutto totalmente inaspettato e inusuale. All'inizio ho pensato a tutto tranne che a quello, ho pensato che fosse un saluto a qualcuno dell'orchestra che andava in pensione" racconta. E lì sono partite le lacrime di pura gioia e commozione fra gli applausi del pubblico. E poi la festa dietro il palco e a cena, gli abbracci, le telefonate a casa e agli amici. Non ha dormito questa notte Nicoletta. "È chiaro che era una mia aspirazione grande, ma negli ultimi anni non era mai successo che alla Scala fosse nominata una étoile interna, c'era quasi un accordo sindacale. Io - spiega - avevo perso le speranze che accadesse". Trentadue anni, originaria di Galatina in provincia di Lecce, alla Scala è arrivata a dodici anni per frequentare la scuola di ballo. Dopo il diploma è andata alla Staatsballett di Berlino, per poi tornare nel corpo di ballo della Scala nel 2013 e diventare prima ballerina l'anno successivo. Quella nomina è stata una chiave di svolta, e nelle sue intenzioni lo sarà anche questa: "Sarà un nuovo punto di partenza" promette l'étoile che ha appena raccontato la sua storia nel libro 'La gioia di danzare'. "Ora dovrò scrivere un altro capitolo" scherza, e intanto continua le prove di Coppélia, ruolo in cui debutterà a dicembre al Piermarini. "La Scala per me è innanzitutto famiglia. Qui mi sento accolta e con i colleghi è una grande famiglia: Milano e la Scala per me sono due pilastri". Grazie alla Scala ha anche conosciuto suo marito, il primo ballerino Timofej Adrijashenko che sul palco dell'arena di Verona, al termine dello spettacolo Bolle and Friends, le ha chiesto di sposarlo. "So quanto Nicoletta ha lavorato e sono orgoglioso - ha spiegato ieri sera - Noi lo sognavamo ed è un sogno che si avvera". "Quest'anno a capodanno non so se avrò un desiderio da esprimere" dice Nicoletta che per tutte le ragazze ha un consiglio: "credete nei sogni e inseguiteli. Lavorate duramente. Credeteci e vivete il momento".

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