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Toti, nuova "religione" a sinistra difende élite e non il popolo

Toti, nuova "religione" a sinistra difende élite e non il popolo

"Un filo rosso dalla piazza del Pd alle critiche al pesto"

GENOVA, 12 novembre 2023, 16:23

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"C'è una 'sinistra' coerenza che lega fatti e opinioni di queste ore. La manifestazione contro il rigassificatore di Savona, le polemiche contro il pesto sul Tamigi, contro croceristi e turisti in generale. C'è un filo rosso che lega fatti tanto diversi, la piazza di Savona a quella della Schlein a Roma. È la nuova religione neopagana della sinistra che ribalta decenni di dottrina e di teorie". Lo scrive sulla sua pagina Facebook il governatore della Liguria Giovanni Toti, riferendosi, tra l'altro, all'editoriale di Maurizio Maggiani di oggi sul Secolo XIX e alla manifestazione di ieri a Savona contro il rigassificatore.
    "Dalla difesa del popolo alla difesa delle élite - scrive Toti -. Che importa quanto costa la bolletta del gas, tanto le élite possono permettersela. E se il popolo non può, consumi di meno. L'importante è ritrovarsi in qualche salotto 'green'. E che importa se qualche impresa chiude per i costi dell'energia, non saranno i figli dell'élite e dei tesserati di partito a restare senza lavoro. Lo stesso vale per turisti e croceristi che hanno l'ardire di occupare i marciapiedi e i tavoli dei bar dove le élite devono ritrovarsi a profetizzare un mondo migliore - prosegue -. E che importa se comprano, consumano, mangiano, dormono… i nostri figli non faranno mai i cuochi, i camerieri, i portieri d'albergo. Sono figli dell'élite. E poi che schifo il pesto sul Tamigi, il pesto simbolo della Liguria. Perché vogliamo attirare gente a visitare la nostra regione, bifolchi che non hanno letto un 'milione di libri' e non apprezzeranno mai la storia della Repubblica marinara, la commistione tra fiammingo e Mediterraneo. Perché chi ama il pesto - conclude Toti - non ha il giusto dna per l'arte, forse apprezza la trattoria per turisti, non per veri intellettuali. Una volta la sinistra proponeva le élite come avanguardia del proletariato, oggi quelle élite sono un passo avanti per chiudere le porte ché le masse non entrino. La nuova sinistra tutela sì i diritti, ma quelli di pochi. E, se mi consentite, quei pochi anche un poco spocchiosi".
   

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