La prevenzione delle malattie gengivali inizia da bambini

A Ferrara progetto pilota per individuare rischi in under 14

Redazione ANSA ROMA

La parodontite, o infiammazione grave e cronica delle gengive che porta alla perdita precoce dei denti, può esser prevenuta sin da piccoli e, sin da piccoli, possono essere individuati i fattori di rischio delle malattie gengivali, tra cui carenza di igiene orale e obesità. Ma tra i fattori di rischio ci sono anche quelli di tipo sociale o economico, perché la minor cura del cavo orale è associata a minori possibilità economiche e conseguente limitato accesso alle cure.

"Se sulla prevenzione e cura delle carie c'è già una buona sensibilizzazione nelle famiglie, non altrettanto si può dire rispetto ai problemi delle gengive. La parodontite è considerata una malattia dell'adulto e pochi sanno che può manifestarsi anche in età preadolescenziale, specie quando è collegata a diabete di tipo 1, alcune malattie rare o a particolari gruppi etnici", spiega Leonardo Trombelli, direttore dell'Unità di Odontoiatria provinciale della Ausl di Ferrara e direttore del Centro di ricerca in malattie parodontali dell'Università di Ferrara.

Punta alla prevenzione proprio tra i giovanissimi il progetto pilota appena partito presso gli ambulatori del Polo Odontoiatrico della Casa della Salute di Ferrara "Valutazione del rischio per carie e parodontite nei pazienti minori per intercettare bisogni sanitari inespressi", in collaborazione con la Struttura Complessa Igiene Alimenti e Nutrizione di Ferrara. E' rivolto a bambini tra 4 e 14 anni che afferiscono al servizio di odontoiatria pubblica e che verranno istruiti su come prevenire carie e malattie gengivali. Ma indirettamente ne beneficeranno anche gli altri componenti della famiglia.

"Individuando il rischio nel bambino - spiega il professor Trombelli, esperto della Società italiana di parodontolgia (Sidp) che coordina il progetto - spesso si intercetta anche il problema del genitore, perché sono malattie che tendono a presentarsi in più componenti delle stesse famiglie, sia per predisposizione genetica, come la tendenza ad avere nel cavo orale determinati ceppi batterici, sia comportamentale, come la tendenza al sovrappeso o a una minore attenzione per l'igiene della bocca". La valutazione del rischio per parodontite verrà fatta attraverso PerioRisk, algoritmo messo a punto dall'Università di Ferrara per individuare la possibilità di sviluppo della malattia parodontale, che porta alla distruzione del sostegno osseo del dente.

Il progetto, entrato nell'ambito del Piano Regionale di Prevenzione 2022 dell'Emilia Romagna, è parte integrante del percorso formativo degli studenti del Corso in igiene dentale dell'Università di Ferrara e permetterà una raccolta di dati che renderanno possibile targhetizzare gruppi di rischio su cui incentrare monitoraggio e intervento terapeutico. Ma, conclude Trombelli, l'elemento di novità è la interdisciplinarietà: "a esser coinvolti, oltre agli igienisti dentali, sono anche nutrizionisti e dietisti che individueranno le persone a rischio di sviluppare sovrappeso e daranno consigli su stili di vita, alimentari e non solo".

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