Risale l'occupazione dei dottori di ricerca italiani, al 90,9%

Sono fra i più giovani in Europa, poche le donne

Redazione ANSA
Risale e sfiora il 90,9% l’occupazione dei dottori di ricerca italiani, che sono fra i più giovani in Europa e fra i quali le donne dono ancora poche: lo indica il Rapporto AlmaLaurea su profilo e sulla condizione occupazionale dei dottori di ricerca, presentato presso l’Università di Camerino in un evento organizzato con il ministero di Università e Ricerca.
Dall’esame della condizione occupazionale, basato su un’indagine relativa a 5.250 dottori di ricerca di 45 università, emerge che circa il 65,8% del totale dei dottori di ricerca usciti dal sistema universitario italiano nel 2021, a un anno dal conseguimento del titolo, è occupato nel settore pubblico; l’occupazione supera il 90% nei settori di Scienze della vita, ingegneria e Scienze di base. E’ un dato importante, considerando che in Italia i dottori di ricerca sono appena lo 0,5% della popolazione in età lavorativa, ossia di età compresa fra 25 e 64 anni. Il numero è più basso solo in Turchia, Lettonia e Messico. Negli ultimi anni, tra l’altro, il numero di dottori di ricerca in Italia è diminuito dagli oltre 10.000 del 2017 ai quasi 8.000 del 2021, di pari passo la riduzione dei posti banditi senza borsa di studio. Il tasso di occupazione è del 91,7% per gli uomini e del 90,2% per le donne.
Il rapporto indica poi che l’82,8% degli occupati svolge “una professione intellettuale, scientifica e di elevata specializzazione”, in particolare, il 43,8% è un ricercatore o tecnico laureato nell’universita, mentre il restante 39,0% svolge "un’altra professione intellettuale, scientifica e di elevata specializzazione". Sono soprattutto gli uomini a essere impegnati nelle professioni più specializzate (84,2% contro l’81,4% delle donne).
A lavorare nel settore pubblico sono soprattutto i dottori di ricerca in Scienze della vita e quelli in Scienze umane (entrambi 72,0%), mentre sono più numerosi nel settore privato i dottori di ricerca in ingegneria (42,8%), scienze economiche, giuridiche e sociali (34,9%) e scienze di base (31,7%). Il 13,6% dei dottori di ricerca lavora all’estero a un anno dal titolo: il 9,6% sono italiani e il 46,2% cittadini esteri. Da quest’ultimo dato emerge che il nostro Paese trattiene, per motivi di lavoro, oltre la metà (53,2%) dei dottori di ricerca con cittadinanza estera.
I livelli retributivi dei dottori di ricerca sono stati nel 2021 di circa 1.800 euro mensili netti (1.784 euro), in aumento del 3,1% rispetto al 2019; le retribuzioni più elevate sono dichiarate dai dottori di ricerca in Scienze della vita (1.966 euro) e Ingegneria (1.791 euro). In generale, gli uomini percepiscono una retribuzione del 7,6% più elevata rispetto alle donne (1.849 rispetto a 1.719 euro) in tutte le aree disciplinari.
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