Se lo stress è in agguato serve più attenzione alle gengive

Secondo uno studio, 24% di chi è stressato soffre di parodontite

Redazione ANSA ROMA

   Elevati livelli di stress si leggono anche dalle gengive e rischiano di danneggiare, alla lunga, anche la solidità dei denti. Circa il 24% di chi afferma di essere stressato, infatti, ha oggettivi problemi di infiammazione gengivale. Lo spiega Roberto Rotundo, esperto della Società italiana di Parodontologia e Implantologia (SidP) e Clinical Lecturer al Dipartimento di Parodontologia del King's College London, che suggerisce "più cura dell'igiene orale proprio nei momenti particolarmente stressanti, come quello che precede l'arrivo delle agognate vacanze estive".
    Lo stress è stato correlato a diverse patologie sistemiche da numerosi studi scientifici e, già a partire dagli anni 90 alcuni hanno evidenziato il collegamento con la parodontite, ovvero l'infiammazione cronica delle gengive che porta, se non adeguatamente curata, alla perdita dei denti. "Si tratta di studi d'osservazione - spiega Rotundo - quindi non possono dimostrare un rapporto di causa ed effetto, ma mostrano sicuramente che vi è una forte correlazione tra stress e parodontite". Uno dei più recenti, pubblicato sulla rivista scientifica "Clinical Oral Investigation" nel 2020, è stato condotto da un gruppo di ricercatori brasiliani e americani su 621 soggetti. Per ognuno hanno valutato lo stress percepito e misurato i parametri indicativi di danni parodontali, come il sanguinamento gengivale e l'attacco della gengiva sul dente.
    "Coloro che si riferivano stressati erano 301 pari al 48% del totale del campione e, tra di loro, il 24% presentava in media parodontite (dal 15% al 36%, dalle forme più lievi a quelle più gravi), dopo l'adeguamento per età, sesso, fumo, indice di massa corporea. In sostanza, lo studio mostra come i soggetti con stress hanno percentuali di parodontite importanti".
    Il motivo per cui lo stress favorisce la parodontite è caratterizzato dal fatto che si determina un aumentato rilascio di ormoni corticosteroidi e catecolamine, che inibiscono o riducono a loro volta la produzione di linfociti, ovvero cellule determinanti per il nostro sistema immunitario, causando di conseguenza una risposta immunitaria deficitaria. "Siamo a fine anno lavorativo - conclude Rotundo - abbiamo accumulato elevato livello di stress e stanchezza e dobbiamo valutare una serie di segnali che possono evidenziarsi anche a livello gengivale. E' proprio questo il momento in cui dedicare un momento di cura in più anche all'igiene orale perché la presenza di batteri, associata ad altri fattori quali ad esempio lo stress o il fumo, è in grado di innescare la patologia infiammatoria delle gengive, a volte anche molto grave". 
   

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