Mini Clubman Cooper SD JCW, grandi viaggi e grande efficienza

Twin Power Turbo diesel da 190 Cv conferma le doti dinamiche

Andrea Silvuni  ROMA

Con il debutto nel 2007 della versione Clubman, Mini puntò a ripetere l'operazione di successo già realizzata tra il 1969 e il 1980 con la prima generazione, aggiungendo una variante 'funzionale' e caratterizzata da un vano di carico - meno sacrificato nonostante la lunghezza di soli 3,39 metri rispetto alla 2 porte di base - e più accessibile grazie alla porta di coda con apertura a libro.

 


    Nella Clubman del 2007, quella della gestione Bmw della marca, fece la sua comparsa anche un'altra soluzione (parziale) ai problemi di accessibilità ai sedili posteriori della Mini 3 porte, rappresentata un piccolo sportello con apertura non controventata sul lato destro.
    Poi, come tutte le altre Mini, anche la Clubman è cresciuta e nel 2014 la lunghezza, salita da 3,94 metri a 4,26 permettendo non solo di offrire quattro vere porte, con la 'solita' apertura sdoppiata a libro in coda, ma anche di mettere a disposizione un abitacolo finalmente spazioso e degno di una vettura di segmento C quale è l'attuale Clubman.
    Questa ultima generazione - va ricordato - si distingue anche per il frontale con griglia radiatore di nuova concezione, per i fari a Led con funzione Matrix delle luci abbaglianti, i fendinebbia sempre a Led con anello luminoso di guida. Caratteristica anche la coda con fari posteriori orientati orizzontalmente il cui il nuovo design delle sorgenti luminose traccia un richiamo astratto della bandiera britannica Union Jack.
    Nel caso specifico della Mini Clubman - che abbimo testato per nella versione Cooper SD con l'ottimo 4 cilindri Twin Power Turbo a gasolio di 1.995 cc - l'allestimento era quello 'top di gamma' John Cooper Works (JCW) che comprende le finiture esterne del pacchetti Piano Black Exterior e Mini Excitement, il kit aereodinamico JCW e i cerchi in lega JCW Grip Spoke Runflat. Ma anche il climatizzatore automatico bizona, il pacchetto portaoggetti, il sistema Mini Connected Navigation, i sedili Racing JC, il volante sportivo in pelle nappa con badge JCW, il padiglione color antracite, le superfici interne Piano Black, i Mini Driving Modes e molto altro ancora. Il tutto al prezzo di 43.650 euro, che salgono a 46.950 se la Clubman Cooper SD JCW viene ordinata con la trazione integrale All4. Da notare che il listino prevede un allestimento di accesso alla gamma Clubman (la One con motore benzina 102 Cv) in allestimento Essential a 26.550 euro, e che che la variante Cooper SD meno costosa è sempre la Essential a 37.350 euro.
    In città e sulle strade extraurbane Mini Clubman Cooper SD si conferma scattante e agile come da tradizione, con il caratteristico 'go kart feeling' che non penalizza però (come avveniva nelle prime generazioni) la qualità della vita a bordo.
    Per restare in tema di confort va sottolineato come questa variante a gasolio si distingua per silenziosità e assenza di vibrazioni - qualità che confermano la premiumness delle ultime Mini - tanto da trasformare un viaggio in autostrada, attorno ai limiti di legge in una esperienza da modello di segmento superiore.
    Clubman Cooper SD è una perfetta 'travel mate' che grazie alla vasta scelta di servizi connessi compresi nel sistema Mini Connected. Si va dalle informazioni sul traffico in tempo reale alla possibilità di inviare da remoto al navigatore, tramite smartphone, il programma di viaggio e ottenere - ad esempio - indicazioni sull'orario di partenza ideale Come presente nell'uso oggetto del test, l'opzione Connected Media comprende Radio Mini Visual Boost e uno schermo a colori da 6,5 pollici con funzione touchscreen e un display grafico di nuova concezione. Ma torniamo al cuore pulsante (e green) di questa Mini Clubman Cooper SD, Semmai ce ne fosse bisogno, questa versione a gasolio da 190 Cv conferma il perfetto equilibrio fra prestazioni ed efficienza, con valori reali di consumo - e quindi di emissioni - che non si allontanano troppo dalla omologazione WLTP (5,0-5,3 litri per 100 km) a patto di saper sfruttare con delicatezza i 400 Nm di coppia disponibili fra 1.750 e 2.500 giri e, soprattutto, le qualità del cambio Steptronic a 8 velocità. L'ambiente ringrazia infatti se si lasciano sulla carta i 225 km/h di velocità massima e lo scatto 0-100 km/h in 7,6 secondi, perché è solo usando con parsimonia e intelligenza ciò che la tecnologia ci mette a disposizione che si ottengono risultati concreti, in questo caso indipendenti dalla soluzione dei problemi dell'energia elettrica, della sua disponibilità e della sua qualità. 
   

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