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Da zia March a Tzia Bonaria, le indimenticabili zie della letteratura

Da zia March a Tzia Bonaria, le indimenticabili zie della letteratura

Un percorso di lettura tra passato e presente

02 febbraio 2024, 18:33

di Martina Ostinelli per www.illibraio.it

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Meryl Streep-Zia March in Piccole donne di Greta Gerwig - RIPRODUZIONE RISERVATA

Meryl Streep-Zia March in Piccole donne di Greta Gerwig - RIPRODUZIONE RISERVATA
Meryl Streep-Zia March in Piccole donne di Greta Gerwig - RIPRODUZIONE RISERVATA

In collaborazione con www.illibraio.it

Comprensive, eccentriche, distaccate o pacate: proprio come nella vita vera, anche le zie della letteratura mostrano un lato sempre diverso del loro carattere. La figura letteraria della "zia" è spesso presentata come preziosa alleata del protagonista, spalla su cui piangere nei momenti difficili, volto amico a cui chiedere un consiglio saggio. Ma d'altra parte sono molti anche i casi in cui il dolce e allegro personaggio della zia viene arricchito di sfumature, di storie e ricordi, di rimorsi e rancori, arrivando persino a diventare l'antagonista del romanzo.

A partire da un articolo del Guardian sulle zie più famose della narrativa, abbiamo cercato di ripercorrere l'evoluzione di questi personaggi, aggiungendone altri provenienti da romanzi di ieri e di oggi. E se è vero che già nel 1953 Leo Longanesi si domandava se Ci salveranno le vecchie zie? (Longanesi), d'altra parte in questo cammino nel passato e nel presente della letteratura non parleremo solo di zie anziane, morigerate e abitudinarie, ma anche di personaggi moderni, intraprendenti e capaci di sorprendere.

Zia Mame di Patrick Dennis - Partendo da Zia Mame (Adelphi, traduzione di Matteo Codignola) dello scrittore statunitense Patrick Dennis, troviamo proprio un esempio di quest'ultima tipologia di zia, estrosa e fuori dagli schemi. Siamo negli anni Venti, e dopo la morte improvvisa di suo padre nella sauna di un club, il piccolo Patrick si ritrova da solo. Per di più, il ragazzino è affidato alle cure di una zia che non ha mai visto, e che vive da sola nella caotica New York. Zia Mame, la stravagante ed elegante sorella di suo padre, si rivela una donna brillante e divertente, che tenterà di crescere Patrick con uno stile unico, destreggiandosi con arguzia tra la società newyorkese e molte altre peripezie.

Zia Augusta in In viaggio con la zia di Graham Greene - Anche il protagonista di In viaggio con la zia di Graham Greene (Sellerio, a cura di Domenico Scarpa, traduzione di Adriana Bottini) è il nipote di una donna frizzante ed energica, che lo trascina in un vortice di esperienze frenetiche. Henry Pulling è un direttore di banca in pensione anticipata, pacato, abitudinario e conformista, che vive un'esistenza solitaria in compagnia dei fiori (delle dalie) che coltiva con cura. Zia Augusta, invece, è il suo opposto: è una settantacinquenne senza peli sulla lingua e con una vita piena di avventure alle spalle. A partire dal loro incontro, avvenuto durante il funerale della madre di Henry, comincia la rinascita del protagonista: un uomo che fino a quel momento aveva assaggiato solo una piccola parte della vita, infatti, si ritrova a viaggiare con la zia per l'Europa e il Sud America, tra inganni, spie e la ricerca di un vecchio amore.

Zia Rosamond in La pioggia prima che cada di Jonathan Coe - La voce che risuona in La pioggia prima che cada (Feltrinelli, traduzione di Delfina Vezzoli) è quella di Zia Rosamond, anziana signora che sul finire della sua vita ha deciso di lasciare all'amata nipote, Gill, delle registrazioni che raccontano la sua vita e quella di chi l'ha plasmata. A partire da venti fotografie, la vecchia zia ripercorre i momenti più importanti della sua infanzia, giovinezza ed età adulta, tratteggiando con grande accuratezza le persone e i luoghi immortalati dalla macchina fotografica. Attraverso la scrittura di Jonathan Coe, la zia rievoca con il suo eloquio sincero una storia piena di difficoltà e ingiustizie, che portano il lettore ad affrontare il tema della maternità, dell'omosessualità e dell'abuso, in una girandola di ricordi felici e anche molto dolorosi. Nel biglietto che accompagna le cassette che le ha lasciato, Rosamond chiede a Gill di trovare una persona apparentemente scomparsa nel nulla, Imogen, l'ultima discendente di una famiglia attraversata dall'infelicità...

Zia Gina Pietranera in La Certosa di Parma di Stendhal - Facciamo ora un salto indietro al 1839, anno di pubblicazione de La Certosa di Parma, imponente romanzo dello scrittore francese Marie-Henri Beyle, meglio conosciuto come Stendhal. Quest'opera, che racconta la turbolenta vita del nobile italiano Fabrizio del Dongo, introduce anche il personaggio della Contessa Gina Pietranera, zia del protagonista, oltre che sua protettrice e consigliera. La contessa, poi duchessa Sanseverina, è un personaggio affascinante e carismatico, in grado di conquistare gli ambienti di corte e di usare la sua influenza per ottenere i suoi scopi. Tra piani di evasione, avvelenamenti e intrighi politici, Gina sarebbe pronta a tutto per aiutare Fabrizio, quel ragazzo impulsivo e passionale verso cui prova un miscuglio di amore e affetto.

Zia Betsey in David Copperfield di Charles Dickens - Tra le pagine di David Copperfield, ottavo romanzo di Charles Dickens pubblicato tra il 1849 e il 1850, troviamo un'altra delle zie più famose della letteratura, Betsey Trotwood. Zia Betsey è in realtà la prozia di David, una donna burbera e ostile verso il genere maschile a causa dell'abbandono da parte del marito. Nonostante il suo astio verso gli uomini e il suo carattere un po' scontroso, la zia sarà l'unica persona a prendersi cura di David, rimasto solo dopo la morte della madre. Betsey si rivela così un personaggio altruista, centrale per la crescita del ragazzo. Solo grazie a lei, infatti, David riesce a sfuggire dalle grinfie del patrigno, Mr Murdstone, e a portare a termine gli studi per diventare avvocato.

Zia March in Piccole donne di Louisa May Alcott - Continuiamo con un altro grande classico della letteratura inglese, Piccole donne di Louisa May Alcott, tra le cui pagine troviamo un perfetto esempio di "vecchia zia", brontolona e severa: zia March, la prozia delle quattro sorelle protagoniste. Zia March disapprova la strategia educativa della famiglia (improntata alla libertà e all'indipendenza) e non perde occasione per rimproverare le sue nipoti: non esisterebbe a eliminare dal suo testamento una delle sorelle March, qualora questa decidesse di sposare un cattivo partito. Nel corso della storia, però, tra i suoi rimproveri e giudizi emergono delle azioni di gentilezza, che la allontanano dallo stereotipo della vecchia (pro)zia scontrosa. La sua generosità culmina nella decisione di lasciare alle sorelle parte dei suoi possedimenti, permettendo persino a Jo di ottenere la sua casa per fondare una scuola.

Zia Antonia in Zia Antonia sapeva di menta di Andrea Vitali - Ritorniamo a tempi più recenti con Zia Antonia sapeva di menta (Garzanti) di Andrea Vitali, una storia che coinvolge una casa di riposo, due fratelli e una gentile signora golosa di mentine, Zia Antonia. Ernesto, il primo dei due nipoti, inizia a sospettare che ci sia qualcosa di insolito attorno alla zia, quando invece del suo caratteristico profumo di menta avverte uno strano odore d'aglio. È così che cominciano le indagini, e tra un equivoco e l'altro sembra che il piccolo mistero attorno a Zia Antonia non faccia che complicarsi...

Zia Petunia nella saga di Harry Potter di J.K. Rowling - Fin dal primo capitolo della saga di Harry Potter (Salani, traduzione di Marina Astrologo, a cura di Stefano Bartezzaghi), J.K. Rowling introduce perfidia e avidità nel personaggio altezzoso di Zia Petunia, dimostrando come, in molti casi, le zie possano rendere difficile la vita dei protagonisti, piuttosto che favorirla. Il povero Harry Potter, fin da bambino, è vittima delle discriminazioni e delle punizioni dei suoi zii, che cercano in tutti i modi di stroncare la sua "diversità", mettendo invece in primo piano la grandiosità del loro irruento e maleducato figlioletto, Dudley. La "stranezza" di Harry non passa inosservata allo sguardo severo di Petunia, che disprezza (e allo stesso tempo invidia) la magia di cui lui e i suoi genitori si sono rivelati capaci. Il suo personaggio diventa sempre più definito con l'avanzare dei romanzi, dimostrandosi a volte anche capace di momenti d'umanità verso quel nipote tanto detestato. Anche se ciò non le permette di ottenere una rivalsa per i suoi comportamenti, il suo pregio (insieme a tutta la famiglia Dursley) è quello di enfatizzare ancora di più il buon cuore del protagonista.

Zia Spugna e Zia Stecco in James e la pesca gigante di Roal Dahl - Una funzione molto simile è quella incarnata da Zia Spugna e Zia Stecco, i veri e propri villain del libro per bambini James e la pesca gigante (Salani, traduzione di Mariarosa Giardina Zannini), del celebre scrittore per l'infanzia Roal Dahl. Proprio come David Copperfield con zia Betsey, Patrick con Zia Mame, e, dopo di loro, Harry Potter con i Dursley, James è costretto a vivere con le zie dopo essere rimasto orfano. Le due donne sono davvero perfide e passano il tempo a maltrattarlo, fino a che una caraffa di "magici cosini verdi" cambierà la sua vita senza preavviso. Grazie a una Pesca gigante e a tanti strambi personaggi James riuscirà ad avere la sua rivincita sulle zie cattive, e si lancerà a capofitto in un'avventura strampalata.

Tzia Bonaria in Accabadora di Michela Murgia - Per chiudere questa panoramica sulle zie della letteratura, è bene anche ricordare tutte quelle "zie di adozione", persone vicine ai loro "nipoti" non per via della parentela, ma grazie a un rapporto di affetto intenso e autentico, esattamente come in un legame familiare. Queste zie sono presenti nella vita reale così come nella letteratura, e Accabadora (Einaudi) di Michela Murgia offre al lettore un esempio lampante. D'altronde la scrittrice sarda, scomparsa a inizio agosto 2023, si è spesso battuta per sostenere forme diverse e non convenzionali di famiglia, basate non sulla parentela ma sull'amore e la cura dell'altro.

All'interno del romanzo Tzia Bonaria Urrai si offre di prendere con sé la piccola Maria Listru, per occuparsi di lei al posto della sua famiglia, già troppo numerosa. Sullo sfondo di un paesino sardo degli anni '50, attraversato dalla povertà e dall'ombra di sortilegi misteriosi, il rapporto che si instaura tra la ragazzina e l'anziana accabadora sembra non avere bisogno di spiegazioni: la fiducia e l'ascolto che Bonaria Urrai offre a Maria sono naturali, sinceri e incondizionati. Anche se nascosti dietro a un atteggiamento pacato, le parole e i gesti della Tzia (termine sardo che indica anche una figura anziana e saggia) dimostrano tutto il suo affetto per quella "nipote" sveglia e intelligente, che, con la stessa spontaneità, inizia ad assomigliare di più a una figlia...

 

In collaborazione con www.illibraio.it

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