Giuseppe Figoni genio delle auto emigrato da Farini a Parigi

Condivise storia e successi in Francia con Bugatti e Bertoni

Redazione ANSA ROMA

Cosa unisce Ettore, nato a Milano nel 1881, con Giuseppe nato a Farini (40 km da Piacenza) nel 1894 e Flaminio nato a Masnago nei pressi di Verese nel 1903? Innanzitutto il destino comune perché dall'Italia, giovani se non addirittura giovanissimi, tutti emigrano in Francia ed è in quel Paese - che finirà per accoglierli come connazionali - che tutti e tre dimostrano la loro grandezza e genialità, egualmente nell'ambito delle automobili..
    Di Ettore Bugatti sappiamo quasi tutto e ancora oggi il suo nome è sinonimo di eccellenza assoluta nella progettazione e nell costruzione di automobili. Lo stesso possiamo dire di Flaminio Bertoni, l'eclettico scultore e disegnatore che in Citroen diede vita a capolavori assoluti come la Traction Avant, la 2CV e l'ineguagliabile DS.
    Ma il nome di Giuseppe Figoni (legato successivamente a quello di Ovidio Falaschi per dare origine alla omonima carrozzeria) è noto solo agli addetti ai lavori e agli appassionati delle auto da collezione, anche se si indentifica - nel periodo di attività fra gli Anni '20 e il dopoguerra - con alcuni dei più grandi capolavori della storia dell'autombile.
    Oggi la vittoria come Best of Show riportata nel concorso di eleganza di Peeble Beach con una rarissima Duesemberg carrozzata Figoni porta alla ribalta del grande pubblico un personaggio mai sotto i riflettori e - nonostante la raffinatezza dei modi e la sua vicinanza al mondo della moda femminile parigina - più a suo agio con piloti (tra cui Nuvolari), collaudatori, ingegneri e clienti appassionati.
    Ancora ragazzino (siamo agli inizi del 1900) Giuseppe Figoni emigra con la famiglia a Parigi e inizia a lavorare come apprendista presso un costruttore di carri all'età di 14 anni.
    Da subito si dimostra un vero artista della lavorazione dei metalli e, dopo la parentesi che lo vede combattere nella Prima Guerra Mondiale, Figoni apre una carrozzeria a Boulogne-sur-Seine, un sobborgo di Parigi.
    La prima parte della sua attività lo vede intervenire, ma solo modificandole, sulle carrozzerie delle auto di serie. Un lavoro subito apprezzato che gli permette di avviare una prospera attività, tanto che nel 1925 il suo 'catalogo' comprende una varietà carrozzerie originali Figoni per telai Delahaye, Bugatti, Renault, Delage, Panhard e le prime Alfa Romeo vendute in Francia.
    Nel 1935 l'azienda si allarga con l'ingresso dell'imprenditore toscano Ovidio Falaschi, appassionato di automobili e soprattutto capace gestore di aziende. Nasce così la, Figoni & Falaschi che permette a Giuseppe Figoni di concentrarsi sulla creatività e le relazioni con i clienti, mentre Falaschi si assume la responsabilità della gestione e dell'amministrazione. Da questa collaborazione nascono alcune delle più belle auto di quegli anni, anche perché Figoni - affascinato dall'emergente industria aeronautica - viene influenzato nel disegno dalle forme aerodinamiche puntando sulla creazione dell'allusione al movimento anche da fermo.
    Il fascino delle forme a goccia di Figoni fece scalpore al Salone dell'Auto di Parigi del 1936 quando venne presentata una Delahaye 135 con forme ellittiche e parafanghi chiusi che chiamò 'enveloppantes' cioè avvolgenti. A questa si aggiunse un'altra icona, la Talbot-Lago T150C SS Coupé a goccia.
    Figoni aveva una padronanza del colore da artista e ha sfruttato appieno il recente sviluppo delle vernici metallizzate Nitrolac per presentare le sue auto con straordinarie finiture di vernice a due e tre tonalità. Amava lavorare con gli stilisti dell'alta moda, che creavano abiti, cappelli, guanti e scarpe che si abbinavano perfettamente alle linee e ai colori delle sue auto. Spiega in una intervista del tempo Ovidio Falaschi: "Siamo stati davvero dei veri couturier di carrozzerie automobilistiche, vestendo e svestendo un telaio una, due, tre volte e anche di più prima di arrivare alla linea definitiva che volevamo dare a uno specifico insieme telaio-carrozzeria".

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