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Da Moschino buona la prima per Appiolaza

Da Moschino buona la prima per Appiolaza

Debutto in passerella per il direttore creativo appena nominato

MILANO, 23 febbraio 2024, 14:39

di Gioia Giudici

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Realizzata a tempi record, praticamente meno di due mesi, fedele al Dna della maison e soprattutto alla visione del suo fondatore, Franco: buona la prima (collezione) per Adrian Appiolaza, nominato direttore creativo di Moschino poco dopo la morte improvvisa di Davide Renne, a sua volta incaricato di subentrare a Jeremy Scott.
    Fin dalla prima prova, il designer di origini argentine, con lunga esperienza da Loewe e in altre maison, ha preso le distanze dall'immaginario consolidato da Schtt nei suoi anni da Moschino, per tornare a una visione più fedele a quella del fondatore Franco. Il suo intento - spiegava alla vigilia dello show, in un incontro con la stampa - è quello di "portare il mondo di Franco in quello di oggi, trasformandolo in un mondo più reale". E sono tutte portabili, infatti, le proposte presentate oggi con una sfilata alla Permanente di Milano. "La mia volontà - ha detto il designer - è trovare un equilibrio tra teatralità e realtà", facendo "abiti con cui giocare e allo stesso tempo mandare messaggi", proprio come faceva Franco Moschino, che "aveva il suo modo di parlare al mondo e spesso diceva cose che la gente non voleva ascoltare".
    Al suo debutto, il 51enne Appiolaza ha deciso di mandare un messaggio universale, quello della pace, parola che torna intarsiata sugli abiti di maglia, stampata su quelli a T-shirt decorati da cascate di perle, e che diventa logo sulla tunica in seta. E poi il gender, con gli stessi abiti per lui e per lei, personaggi che condividono le stesse ossessioni, a partire dalla cravatta che diventa turbante, sciarpa e cintura e con i suoi motivi tipici dilaga anche nel retro dei trench da portare con i completi pigiama e con sottobraccio la nuova borsetta a forma di baguette. Tra i temi ricorrenti, il punto interrogativo che era una delle firme di Franco Moschino, il finto reggicalze e i cappelli a barchetta come quelli di carta fatta dai bambini, per tornare a giocare con la moda.
   

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